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Concorso Letterario Santa Margherita
I NOSTRI CALICETTI
chiara gily


Contando i calicetti, saranno più di cento.
Telefonata frettolosa, appena il tempo di confermare: “ Sì, ci vediamo al solito posto, dopo le 18, beviamo un bicchiere…”.
E, mentre mi reco al solito posto, penso che ci deve essere una ragione se per quel bicchiere di vino ci si deve trovare lì, in quel posto e a quell'ora.
Ci deve essere ed è nascosta nel sentimento di amicizia che lega due persone che, nonostante svariati affanni e gioie quotidiani, il passare degli anni ed il mutamento degli stati civili, si ritrovano per sorseggiare a fine giornata un calice di vino.
E lo fanno senza filtri, godendo unicamente della compagnia reciproca, e, mentre centellinano il loro rosso preferito, vedono cadere pian piano le maschere e le difese che, senza volerlo ma oramai automaticamente, mettono su durante il giorno, in ufficio, con colleghi e conoscenti.
A pensarci bene, l'amico è colui che ci permette di vedere oltre noi stessi e ci aiuta ad uscire dai nostri limiti, miserie ed insoddisfazioni. Con un amico sappiamo di non essere soli e crediamo che esista qualcuno al mondo che voglia condividere il nostro cammino.
Qualche tempo fa mi soffermai a leggere uno dei soliti studi sociologici che affermava che l'amicizia tende ad essere pressoché assente dal mondo degli adulti, sostituita da rapporti di convenienza, nel lavoro, e dal rapporto di coppia, che si vuole totalmente coinvolgente, sensuale e passionale, tale da escludere molto spesso gli altri, secondo una concezione dell'amore ancora romantica, decisamente egoistica e senz'altro controproducente sul piano dei rapporti sociali.
Mentre arrivo al solito posto, con la mente affollata da questi pensieri, mi dico che sono fortunata allora, io, ad avere da anni il mio rito del calicetto in una delle piazze più brutte e rumorose della città.
Perché, quando trafelata mi raggiunge lei, e ci sediamo, e l'oste ha già pronti per noi i bicchieri, intente nelle nostre chiacchiere di nulla ci accorgiamo: né del tempo che passa né del freddo della serata di metà febbraio.
E un buon bicchiere di vino è un diritto e, come diceva qualcuno di mia conoscenza:” …un bicchiere di vino è un diritto inalienabile dell'uomo. Preso da solo, come ogni cosa, è un po' malinconico.”

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