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Concorso Letterario Santa Margherita
UN SOGNO IN BOTTIGLIA
Mattia Fresia

I tuoi occhi si perdono nel bicchiere che hai di fronte a te. Il riflesso del verde perfetto delle tue pupille si confonde con il rosso scuro del vino che ti ho appena versato.
Alzi per un attimo la testa, e i nostri sguardi si incrociano, poi chini di nuovo il capo e osservi le increspature sulla superficie del vino mentre giocherelli con il bicchiere.
Se fino a pochi istanti prima eri nervosa, stressata dalle lunghe giornate in ufficio, ora inizi a rilassarti mentre il dolce nettare ti scalda anima e corpo.
I minuti passano, tra chiacchiere e bicchieri che si svuotano; per poi riempirsi di nuovo, come per incanto, subito dopo. La piccola stanza del ristorante sulla collina è, sempre più, piena del suono delle nostre risate: il canto della nostra felicità, che sale allo stesso ritmo con il quale la bottiglia, inesorabilmente, si svuota.
Qualcuno ci guarda male, non capisce da dove arrivi tanta gioia. I loro sguardi, troppo seri, ci squadrano perplessi. Ma a noi poco importa, tutto quel che resterà di questa serata sarà la magia dell'ebbrezza, il ricordo della gioia che abbiamo, per qualche ora, trovato in questa nostra alcova d'amore.
La mia mano sinistra si avvicina alla tua, la stringe forte mentre la destra riempie di nuovo i bicchieri, già tristi d'esser vuoti. Anche loro vogliono partecipare a questo momento di felicità.
Il cameriere, in quel momento, preoccupato mi chiede se sia tutto a posto, mentre riporta via il tuo piatto vuoto a metà. Ma non sa, non ha capito che, la vera regina della serata, è la bottiglia d'annata che fiera troneggia sul tavolo. Solo più pochi sorsi ha dentro di sé, le ultime gocce di questa nostra breve illusione.
Gli sorrido, è educato rispondo che tutto è perfetto. Lui pensa subito alla cena, non capisce. E io non voglio spiegarmi, non c'è spazio anche per lui nel nostro universo parallelo, a fatica costruito intorno al grigiore delle nostre giornate. Siamo solo io, te, e la nostra bottiglia di vino.
Ci godiamo l'ultimo bicchiere, lo sorseggiamo lentamente; nessuno di noi due ha fretta di tornare allo squallore delle nostre quotidianità.
Ma la magia è finita, ormai. Pago, incurante dei troppi zeri sullo scontrino. La felicità non ha prezzo, come non ha prezzo il benessere che abbiamo trovato, noi due, in quei pochi bicchieri che, avidamente, abbiamo assaporato.
E stretti l'uno contro l'altro ci avviamo alle nostre vite di sempre, con il passo lievemente ondulante di chi ha gustato, per un momento, la vera gioia.
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