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Concorso Letterario Santa Margherita
ANNATA 1927
MICHELA MICULAN

Il lavoro qui è davvero pesante. È un peso difficile da definirsi quando ti trovi a svuotare una casa in cui sono vissute quattro generazioni. Una casa in cui nessuno ha mai gettato via nulla perché “tanto di spazio ce n'è”. Ora ti ritrovi tra le mani le cose più strane e soprattutto ti ritrovi nella mente pensieri così confusi che alla fine ti sembra ordinata la stanza che stai ripulendo.
Manu sta guardando un vecchio bottiglione di colore verde scuro pieno di vino. Certo fino a qui nulla di così strano se si considera che annesso alla casa c'è un piccolo vigneto e che il vino lo abbiamo sempre prodotto. Quel vigneto era l'orgoglio della famiglia.
“Miki ormai sarà diventato aceto!” mi risveglia la voce di mia sorella mentre sono immersa nei ricordi.
“Vieni in cucina per favore. Chiamo anche Mari perché questa è una bottiglia di vino particolare”. Dal suo sguardo mi rendo conto che non mi crede più. Come ho già detto di oggetti strani ne abbiamo trovati tanti, ma questo non può essere un semplice bottiglione di vino.
Attorno al tavolo della nostra vecchia cucina ci ritroviamo sedute noi tre sorelle con al centro l'arcano da svelare: un bottiglione di vino con attaccata a malapena sul vetro un'etichetta dove si distingue ancora chiaramente la data: VENDEMMIA ANNO 1927! La vendemmia a casa nostra era un avvenimento che scandiva semplicemente le stagioni come le lancette dell'orologio segnano le ore, ma perché di tutte le annate solo questa bottiglia è rimasta per 80 lunghi anni?!!
“Non ci posso credere” esclama Mari con un espressione radiosa in volto. “Non può essere possibile! Mentre ripulivo la stanza del nonno ho trovato una vecchia lettera ingiallita dal tempo. La grafia è un po' difficile da decifrare perché è un po' sbiadita.” Mari si alza e volteggiando leggera estrae dalla borsa un vecchio foglio che dispiega davanti ai nostri occhi. Siamo completamente sospese nel tempo e nello spazio. Mari si schiarisce la voce e inizia a leggere:
28 dicembre 1927
E mi sono ritrovata sulla soglia della nostra nuova casa con mia figlia in braccio a salutarti.
Sposati da nemmeno un anno ed eri già con una piccola valigia in mano per andare in quel paese così lontano di cui riuscivo a malapena a ricordare il nome:
Australia.
“Domani parto.” Mi hai detto.
“Troverò l'oro Maria. Tornerò e vivremo felici senza più doverci preoccupare dei soldi. Lo capisci. Tutti vanno dall'altra parte del mondo a cercare la fortuna, ma io la troverò quella fortuna e te la porterò. Te lo prometto! Tornerò presto e brinderemo! Tu ti prenderai cura della casa e del vigneto. Mi raccomando Maria: lo sai che quel vigneto è la mia vita!”
Avevi già deciso di partire.
Non mi stavi chiedendo che cosa ne pensavo.
Avevi già deciso.
Me ne sono stata lì seduta ad aspettare che tu avessi finito di dirmi che partivi senza sapere che cosa risponderti. Sotto questi bellissimi capelli neri corvino, lucidi e profumati si sono nascoste tutte le parole che conoscevo e hanno deciso di giocare a nascondino proprio nel momento sbagliato.
Sei partito ed ora eccomi qui.
Il domani è già arrivato e
quindi non mi resta che continuare ad aspettare.
Sono passati pochi mesi o forse sono passati tanti mesi, non lo so esattamente. Ora mi trovo seduta in questa cucina che contiene un unico grande tesoro: questo bottiglione di vino. Ho amato le tue viti Pietro, ogni mattina gli ho parlato di noi, le ho nutrite con i miei balli e scaldate con i miei canti. Hanno prodotto i frutti più succosi: li ho raccolti, torchiati, imbottigliati. È stata l'annata migliore. Avresti dovuto vedere i tralci delle tue viti. Ne saresti stato orgoglioso. Una vendemmia eccezionale, un vino superbo dal profumo inebriante. Sono così felice che ci immagino già seduti nella nostra cucina a brindare.
Ecco il mio tesoro Pietro:
l'ho messo qui in questo bottiglione e ti stiamo aspettando.
Torna presto.
Tua, Maria.”
Ora in quella stessa cucina giace la stessa bottiglia di vino.
Eppure qualcosa mi sfugge.
“Non capisco, ma il nonno poi è tornato, ma perché allora questa bottiglia non l'hanno bevuta?”
“Semplice” risponde Mari “Il nonno è tornato senza portare nessuna fortuna con sé né oro né soldi. È ritornato esattamente com'è partito e la nonna non glielo ha mai perdonato privandolo del piacere di bere il vino di quell'annata.” Un semplice sguardo tra di noi e ci stiamo già rincorrendo lungo le scale della cantina per vedere cosa c'è in tutte quelle bottiglie impolverate che nessuna di noi ha ancora toccato. Aceto, naturalmente!

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