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Concorso Letterario Santa Margherita
KANTAROS, LA CITTA' INVISIBILE
ANGELO PATTAVINA

Kàntharos, la città invisibile

“…Il Gran Kan possiede un atlante in cui sono raccolte le mappe di tutte le città … L'atlante raffigura anche città di cui né Marco né i geografi sanno se ci sono e dove sono, ma che non potevano mancare tra le forme di città possibili … Il catalogo delle forme è sterminato: finchè ogni forma non avrà trovato la sua città nuove città continueranno a nascere …”

Tre giorni e due notti, camminando verso sud, in mezzo a due fiumi, al di là di una collina, sorge Kàntharos, la città del vino. La si scorge, arrivando, immersa in un alone morbido, annunciata da un forte odore di mosto. Ha la forma di una grande bottiglia. All'ingresso, sul cerchio dell'imboccatura, l'iscrizione in caratteri gotici accoglie i viaggiatori con un brindisi augurale: “Riempi il bicchier che è vuoto. Vuota il bicchier che è pieno. Non lo lasciar mai vuoto. Non lo lasciar mai pieno”. Varcata la soglia, poi, è tutto un gran brillare di rosso e bianco, con fili d'ambra a coronare i bordi dei palazzi e lunghi filari a bordare strade e viali.
Città sottile, nascosta, invisibile.
Figlia di etruschi e greci, colonizzata da romani ed egiziani, sognata da arabi e giudei. Riposo degli antenati, paradiso futuro dei venusiani. Terra di gloria e sublimazione.
Città di eros e canto, ozio e poesia. Sapiente e leggera, senza demoni e re.
Per le strade è tutto un gran clangore: suonatori di aulòs, efebi, danzatrici e giocatori di kòttabos attorno a cerchi di spade, tavole imbandite e fuochi di bivacco. Dal suo alveo sacro, sul fondo della bottiglia, un San Vincenzo in vetro scuro, protettore della città, posa muto la sua benedizione sulla fertile socialità di questi uomini e donne.
Non è città per tutti, ma chi vi arriva non torna indietro.
Lo sguardo si perde e la gola agogna.
Ma per scoprirne la vera anima bisogna lasciarla decantare.
Illudere i sensi e assaggiarne goccia a goccia ogni suo gesto, ogni sua vibrazione.
Buttarla giù tutta d'un fiato. Fino all'ultimo sorso.

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