DIECI "ASSAGGI" DI OMICIDI
Valentina Cavallaro
DIECI “ASSAGGI” DI OMICIDI
Primo omicidio
Era brioso, fresco, frizzante, passionale, di un rosso intenso, un rosso rubino direi..era straniero, originario dell'Asia Minore ma in Veneto aveva trovato il suo luogo ideale tra i terreni calcarei argillosi.
Secondo omicidio
Era sincero, penetrante, ricco, longevo, delicato, era un splendido francese che aveva abbandonato la sua patria dopo la rivoluzione francese per trasferirsi anche lui in Italia e naturalmente in Veneto.
Terzo omicidio
Era spontaneo, intenso e piacevole, aveva degli splendidi riflessi delicati e al contempo brillanti, d'altronde era nato dall'unione di due nobili veneti e questo non poteva che essere il risultato.
Quarto omicidio
Era un giovane esuberante, effervescente, pieno di vitalità ma al tempo steso sapeva essere incisivo, proveniva dal Trentino Alto Adige come si evinceva dal suo nome così complesso e difficile da pronunciare.
Quinto omicidio
Era vivace, piacevole ed equilibrato, caratterizzato da una inconfondibile eleganza che lo aveva reso celebre e amato da tutti.
Sesto omicidio
Era moderno e come tutti i giovani sapeva essere mordace ma conoscendolo meglio si sarebbe potuto scoprire la sua vitale esuberanza e schietta simpatia.
Settimo omicidio
Era estremamente raffinato, delicato, cristallino, di una purezza quasi unica, uno d'altri tempi si sarebbe detto, e infatti era così sobrio ed equilibrato.
Ottavo omicidio
Era senza alcun dubbio peculiare, veniva circondato da continue attenzioni, aveva un odore speziato, si vedeva che aveva carattere.
Nono omicidio
Era variegato, multiforme, sembrava uscito da una fiaba, il solo nome faceva pensare ad una romantica sera in sua compagnia.
Decimo omicidio
Era di una dolcezza calibrata, pieno di gusto e ricchezza, trasmetteva immediatamente calore e morbidezza.
La porta era socchiusa, con una graffetta era attaccato sullo stipite un foglio sul quale era ricopiata in bella grafia la celebre filastrocca “Dieci piccoli indiani”; capii immediatamente cosa si celava dietro la porta.
Mi ritrovai sulla scena del crimine, i “corpi” erano sparsi ovunque: nel portaombrelli c'era una bottiglia vuota di Marzemino, tra i cuscini del divano un'altra bottiglia vuota di Cabernet, sotto la televisione, accanto ai dvd, una bottiglia naturalmente vuota di Curvé di Rosé, nella vasca da bagno, che galleggiava tra la schiuma l'ennesima bottiglia vuota di Muller Thurgau, in camera da letto, sotto le coperte una bottiglia completamente svuotata di Chardonnay, in lavanderia, nella lavatrice cosa poteva esserci? una bottiglia sicuramente non piena di Acquavite, in balcone, in quella che una volta era la dimora di un pappagallo c'era una bottiglia senza contenuto di Merlot, sulle scale che portavano in soffitta c'era nuovamente una bottiglia vuota di Luna dei Feldi, mi recai in cucina sapendo già che anche lì avrei trovato ad aspettarmi una bottiglia vuota e infatti nel lavandino c'era una bottiglia di Dulcedo Lison Pramaggiore.
La festa doveva essere terminata da poco e a me toccava l'ingrato compito far sparire i “corpi del reato” che bel modo di passare il venerdì sera, senza neanche…una goccia di vino!
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