IL VITIGNO INNAMORATO
ILARIA COLLURA
Tanto tempo fa, in un piccolo paese di campagna,viveva un allegro signore di mezza età.
Ogni volta che si spostava la fama del suo nome precedeva di gran lunga il suo arrivo, motivo per cui si sentiva proprio un gran divo.
Tonino era il suo nome, zio Vino il soprannome, poiché si poteva vantare di aver scoperto un nuovo balsamo per la sua vigna e predicava a tutti quel portento, in grado di fornire un vino da spavento, così buono da impazzire, letteralmente da svenire!
Il suo genio era stato, l'aver capito di chi il suo vitigno fosse innamorato.
Troppi sospiri al calar del sole, uva avvizzita e triste, non poteva che trattarsi di mal d'amore.
Oggetto del desiderio era una piccola margherita che il buon Vino teneva ogni giorno tra le dita, ci giocherellava sereno durante le visite al suo terreno, non poteva certo immaginare cosa il piccolo fiore fosse in grado di suscitare.
M'ama non m'ama Vino ripeteva e per ogni petalo che cadeva, la sua vite si struggeva; a nulla valevano le cure, le medicine e tutto ciò di cui inutilmente la cospargeva.
Un bel giorno però zio Vino con margherita non giocò, se la mise in un taschino perché in mano teneva già un bicchiere del suo vino.
Era stato imbottigliato l'anno precedente ma di stapparlo prima nessun coraggio, troppe volte era stato deluso dall'assaggio.
La speranza è sempre l'ultima a morire ma anche quell'ultimo vino, buono non si poteva davvero dire, mancava di corpo e di passione, che fare allora, come arrivare senza pensieri all'età della pensione?
Triste ed avvilito per l'ennesimo tentativo fallito, fece cadere una lacrima sulla piccola margherita che così all'improvviso si riempì di vita! Candida e bella con i petali spiegati come al sorgere del sole, finalmente la povera vite poteva ammirare margherita in tutto il suo splendore.
Quanto aveva atteso quel momento, per nulla smorzato dal levarsi improvviso del gran vento ma neanche un attimo di contemplazione che già il vento cambiò direzione e la margherita volò via, rubata da quel lasco taschino senza alcuna diplomazia.
Con prontezza la vite si ribellò al burlesco destino, stese tutti i suoi viticci e col più lungo riuscì a sottrarre la margherita a quel volo mattutino.
Mai pianta fu più felice, si sentiva come Dante con la sua Beatrice. Teneva stretta la margherita con quell'aria intenerita di chi sa di aver trovato l'amore tanto agognato.
Fino a quando il piccolo fiore non appassì, tutta il vitigno di quel buon sentimento risentì.
Tralci, foglie e grappoli così rigogliosi che mai zio Vino aveva immaginato neanche nei suoi sogni più fantasiosi.
Non impiegò molto tempo a capire di cosa s'era trattato, pianse di nuovo ma per la gioia di essere stato miracolato! Tutto intorno alla vigna piantò margherite, e mai rese più felice la sua vite!
Che da quel giorno lo ricompensò col miglior vino che mai uomo in vita, prima d'allora, assaggiò.
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